Calcolatore del rischio relativo

Questo calcolatore rischio relativo usa le quattro celle di uno studio di coorte. Esempio: si ammalano 30 esposti su 100 e 15 non esposti su 100; risulta RR = 2 con intervallo di confidenza al 95% da 1,149 a 3,482.

Esempio: Esposti con evento (a) 30 · Esposti senza evento (b) 70 · Non esposti con evento (c) 15 · Non esposti senza evento (d) 85 → Risultato: Rischio relativo RR = 2 (IC al 95%: 1,149 – 3,482). Fonte: Wikipedia – Relative risk. Aggiornato al: .

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Risultato

Risultato
Rischio relativo RR = 2 (IC al 95%: 1,149 – 3,482)
Tutti i valori
GrandezzaValore
Rischio negli esposti R₁0,3
Rischio nei non esposti R₀0,15
Rischio relativo RR2
Intervallo di confidenza al 95%1,149 – 3,482
Differenza di rischio R₁ − R₀0,15
NNT o NNH (1 / |differenza|)6,66667
Passaggi del calcolo
  • R₁ = 30 / 100 = 0,3 e R₀ = 15 / 100 = 0,15.
  • RR = 0,3 / 0,15 = 2.
  • Errore standard di ln(RR): ES = √(1/30 − 1/100 + 1/15 − 1/100) = 0,282843.
  • Intervallo di confidenza: exp(ln(2) ± 1,96 · 0,282843) = 1,149 – 3,482.
L’intervallo non include 1: la differenza è rilevante al livello del 5%. Parlare di cause richiede anche un buon disegno dello studio.

Come si calcola

Il rischio relativo confronta la probabilità di un evento in due gruppi: divide il rischio degli esposti per quello dei non esposti.

Formula e calcolo

Dalla tabella 2×2 si ricava R₁ = a / (a + b) e R₀ = c / (c + d). Il rischio relativo è RR = R₁ / R₀. L’intervallo di confidenza si calcola su scala logaritmica, perché ln(RR) è approssimativamente normale: ES = √(1/a − 1/(a + b) + 1/c − 1/(c + d)) e limiti = exp(ln RR ± 1,96 · ES). Tornando con l’esponenziale l’intervallo risulta asimmetrico.

Esempio svolto

In una coorte si ammalano 30 esposti su 100 (R₁ = 0,3) e 15 non esposti su 100 (R₀ = 0,15). Quindi RR = 0,3 / 0,15 = 2. L’errore standard è √(1/30 − 1/100 + 1/15 − 1/100) = √0,08 = 0,282843 e ln 2 = 0,693147. L’intervallo va da exp(0,693147 − 0,554372) = 1,149 a exp(0,693147 + 0,554372) = 3,482. Poiché 1 ne è fuori, i dati indicano un rischio aumentato.

Come leggere il risultato

RR = 1 significa rischio uguale; sopra 1 rischio maggiore negli esposti, sotto 1 minore. Il rischio relativo richiede dimensioni dei gruppi realmente osservate, come negli studi di coorte o nei trial. Negli studi caso-controllo il numero dei casi è fissato a priori e vale solo l’odds ratio.

Domande frequenti

Come si calcola il rischio relativo?

Si divide il rischio degli esposti, a / (a + b), per quello dei non esposti, c / (c + d). Con 30 su 100 contro 15 su 100 si ottiene 0,3 / 0,15 = 2.

Che cosa dice l’intervallo di confidenza al 95%?

Mostra l’incertezza di RR dovuta al campione. Se contiene 1, la differenza non è dimostrata; se sta tutto sopra 1 (qui da 1,149 a 3,482), il rischio è chiaramente aumentato.

In cosa differisce dall’odds ratio?

L’odds ratio confronta le quote a/b e c/d, il rischio relativo le probabilità. Per eventi rari sono vicini; per eventi frequenti l’odds ratio esagera.

Fonti e riferimenti normativi

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