Verifica la sintassi di un indirizzo email

Incolla uno o più indirizzi email, uno per riga. Per ogni riga lo strumento indica se la scrittura rispetta gli standard di Internet e, in caso contrario, il motivo. Verifica solo la sintassi, non se la casella esiste davvero.

Va bene anche “Nome <indirizzo@esempio.com>”. Le righe vuote vengono ignorate.

Il tuo testo resta nel browser: non viene inviato, non viene salvato e non compare nell’indirizzo della pagina.

Risultato

Risultato
1 valido/i, 4 con avviso, 2 non valido/i (su 7)
Risultato per riga
InseritoRisultatoMotivo / avviso
mario.rossi@esempio.com✓ sintassi valida
Mario Rossi <mario@esempio.org>⚠ consentito, ma insolitonome visualizzato rimosso, controllato solo l’indirizzo tra < >
info@città.example⚠ consentito, ma insolitodominio con lettere accentate – tecnicamente xn--citt-3na.example
"mario rossi"@esempio.com⚠ consentito, ma insolitoparte prima della @ tra virgolette – consentito, ma rifiutato da molti servizi
errore@@esempio.com✗ non validocarattere non consentito prima della @ (ad es. una seconda @, parentesi, virgola, virgoletta)
nome@esempio..com✗ non validoelemento di dominio vuoto (due punti consecutivi o punto all’inizio/fine)
admin@localhost⚠ consentito, ma insolitodominio senza punto – raggiungibile solo su una rete locale
Solo sintassi – lo strumento non verifica se la casella esiste o se il dominio accetta email. Non viene inviato nulla.

Come si calcola

Lo strumento verifica solo la scrittura. Se la casella esiste, se il dominio accetta email o se l’indirizzo è usa e getta si può scoprire solo contattando il server di posta, cosa che questo strumento non fa volutamente. I tuoi indirizzi restano nel browser: non viene inviato né salvato nulla.

Cosa rende valido un indirizzo email

Un indirizzo è composto da una parte locale, una @ e un dominio. Il controllo segue la sintassi “Mailbox” dell’RFC 5321, cioè ciò che un server di posta accetta come destinatario:

Lettere accentate negli indirizzi email

I domini con lettere accentate (città.it) sono ammessi: tecnicamente vengono convertiti in Punycode (xn--citt-fjab.it), e lo strumento mostra questa forma. Le lettere non ASCII prima della @ sono recapitabili solo con l’estensione SMTPUTF8 (RFC 6531), che non tutti i server supportano.

Cosa viene volutamente rifiutato

Commenti tra parentesi e forme obsolete che l’RFC 5322 mantiene solo per leggere vecchi messaggi non hanno posto in un indirizzo di destinazione e qui contano come non validi. Indirizzi senza punto nel dominio (admin@localhost) e indirizzi IP tra parentesi quadre sono formalmente corretti, ma non recapitabili su Internet o insoliti.

Domande frequenti

Lo strumento verifica se un indirizzo email esiste davvero?

No. Verifica solo la sintassi. L’unica prova affidabile che una casella esista è un messaggio effettivamente recapitato, ad esempio un link di conferma (double opt-in).

Le maiuscole sono ammesse in un indirizzo email?

Sì. Il dominio non distingue maiuscole e minuscole. La parte prima della @ potrebbe farlo secondo l’RFC 5321, ma in pratica quasi tutti i provider le trattano allo stesso modo.

Un indirizzo email può contenere un segno più?

Sì, nome+newsletter@esempio.com è valido. Molti provider usano il più per i sotto-indirizzi. Se un modulo lo rifiuta, l’errore è del modulo.

Quanto può essere lungo un indirizzo email?

Al massimo 64 caratteri prima della @, 63 per ogni elemento di dominio e 254 per l’indirizzo intero (RFC 5321, sezione 4.5.3.1).

Posso controllare un intero elenco?

Sì, fino a 1.000 righe alla volta, un indirizzo per riga. I duplicati vengono segnalati.

Fonti e riferimenti normativi

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