Verifica la sintassi di un indirizzo email
Incolla uno o più indirizzi email, uno per riga. Per ogni riga lo strumento indica se la scrittura rispetta gli standard di Internet e, in caso contrario, il motivo. Verifica solo la sintassi, non se la casella esiste davvero.
Come si calcola
Lo strumento verifica solo la scrittura. Se la casella esiste, se il dominio accetta email o se l’indirizzo è usa e getta si può scoprire solo contattando il server di posta, cosa che questo strumento non fa volutamente. I tuoi indirizzi restano nel browser: non viene inviato né salvato nulla.
Cosa rende valido un indirizzo email
Un indirizzo è composto da una parte locale, una @ e un dominio. Il controllo segue la sintassi “Mailbox” dell’RFC 5321, cioè ciò che un server di posta accetta come destinatario:
- Parte locale (prima della @): lettere, cifre e
! # $ % & ' * + / = ? ^ _ ` { | } ~ -; punti solo tra due caratteri, mai raddoppiati. Al massimo 64 caratteri. - Virgolette:
"mario rossi"@esempio.comè consentito dall’RFC (spazi inclusi), ma rifiutato da molti moduli e servizi, da cui l’avviso. - Dominio: elementi separati da punti, composti da lettere, cifre e trattini, da 1 a 63 caratteri ciascuno, senza trattino all’inizio o alla fine; l’estensione non può essere solo numerica.
- Lunghezza totale: al massimo 254 caratteri, perché il percorso SMTP, parentesi angolari incluse, è limitato a 256 caratteri.
Lettere accentate negli indirizzi email
I domini con lettere accentate (città.it) sono ammessi: tecnicamente vengono convertiti in Punycode (xn--citt-fjab.it), e lo strumento mostra questa forma. Le lettere non ASCII prima della @ sono recapitabili solo con l’estensione SMTPUTF8 (RFC 6531), che non tutti i server supportano.
Cosa viene volutamente rifiutato
Commenti tra parentesi e forme obsolete che l’RFC 5322 mantiene solo per leggere vecchi messaggi non hanno posto in un indirizzo di destinazione e qui contano come non validi. Indirizzi senza punto nel dominio (admin@localhost) e indirizzi IP tra parentesi quadre sono formalmente corretti, ma non recapitabili su Internet o insoliti.
Domande frequenti
Lo strumento verifica se un indirizzo email esiste davvero?
No. Verifica solo la sintassi. L’unica prova affidabile che una casella esista è un messaggio effettivamente recapitato, ad esempio un link di conferma (double opt-in).
Le maiuscole sono ammesse in un indirizzo email?
Sì. Il dominio non distingue maiuscole e minuscole. La parte prima della @ potrebbe farlo secondo l’RFC 5321, ma in pratica quasi tutti i provider le trattano allo stesso modo.
Un indirizzo email può contenere un segno più?
Sì, nome+newsletter@esempio.com è valido. Molti provider usano il più per i sotto-indirizzi. Se un modulo lo rifiuta, l’errore è del modulo.
Quanto può essere lungo un indirizzo email?
Al massimo 64 caratteri prima della @, 63 per ogni elemento di dominio e 254 per l’indirizzo intero (RFC 5321, sezione 4.5.3.1).
Posso controllare un intero elenco?
Sì, fino a 1.000 righe alla volta, un indirizzo per riga. I duplicati vengono segnalati.
Fonti e riferimenti normativi
- RFC 5321: RFC 5321 – Simple Mail Transfer Protocol (4.1.2 Mailbox syntax, 4.5.3.1 size limits)
- RFC 5322: RFC 5322 – Internet Message Format (3.2.3 atext, 3.4.1 addr-spec)
- RFC 3696: RFC 3696 – Application Techniques for Checking and Transformation of Names (Section 3) + Errata
- RFC 6531: RFC 6531 – SMTP Extension for Internationalized Email (SMTPUTF8)
- RFC 5891: RFC 5891 – Internationalized Domain Names in Applications (IDNA2008)
- RFC 1035: RFC 1035 – Domain Names, 2.3.1 Preferred name syntax / 2.3.4 Size limits
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